In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Commento
Vieni Santo Spirito d’amore, riempi il mio cuore della tua divina presenza e donami di accogliere la Parola di Gesù, che mi nutre e mi guida nella vita.
Mi è capitato, in alcune circostanze, di ascoltare persone che dicevano: “Semmai vincessi tanti soldi alla lotteria, come prima cosa certamente aiuterei i poveri”. Si tratta quindi di persone convinte che occorra necessariamente disporre di grosse risorse personali prima di aiutare i poveri ed attivarsi nella carità. Gesù però, non sembra essere dello stesso parere. Nel racconto del vangelo di Marco, notiamo che Gesù, mosso a compassione, si prende cura delle folle che lo seguono da giorni, provvedendo loro il cibo. Ma in che modo? Egli sollecita la collaborazione dei suoi discepoli, invitandoli a condividere con gli altri il poco cibo che possiedono: qualche pane e pochi pesciolini. Ebbene, proprio l’offerta generosa e fiduciosa di quel poco cibo a disposizione dei discepoli, è valsa il compimento del miracolo operato da Gesù per sfamare le folle. Egli ci invita a diventare più generosi e compassionevoli verso tutti, a generare condivisione, segno concreto della nostra vocazione cristiana alla carità. Mi chiedo, sono anche io come i discepoli? Pronto e disponibile a condividere le mie risorse materiali, affettive, di tempo o professionali per far fronte alle necessità degli altri? Quanto sono disposto a concedere in termini di generosità?
Gesù, oggi ti chiedo la forza di non restare indifferente ai bisogni di chi mi vive accanto, ma a farmi provvidenza per loro con un piccolo gesto di generosa condivisione.
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