In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C'è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
Commento
Vieni Spirito Santo e aiutami a contemplare la croce gloriosa.
Quando penso alla “gloria”, la prima immagine che mi è viene in mente è quella dei grandi imperatori o generali romani che sfilavano in parata, attraverso porte di trionfo, per celebrare le loro vittorie tra ali di folla festante e inneggiante. Tuttavia, Gesù ha un’idea di gloria che non segue i canoni umani della fama, del potere, dei soldi, delle grandi gesta oppure del numero di follower e di like sui social. Paradossalmente Gesù ritiene che la manifestazione più alta della gloria sarà nella sua morte in croce. Quello che per un essere umano sarebbe la peggiore delle infamie, per Gesù diventa l’occasione per testimoniare la sua fedeltà e il suo amore al Padre e all’umanità, anche nel momento più estremo. Proprio per questo suo essere fuori dagli schemi, Gesù si scontra con l’incredulità degli uomini che non riescono ad accettare né l’immagine di Dio di cui si fa portatore né il fatto che Lui è il Figlio. Anche io, sebbene mi definisca credente, sento per me il rischio dell’incredulità, tanto più a fronte delle difficoltà della vita e del mondo. Oggi, come allora, Gesù porta come testimoni a suo favore Giovanni, le sue opere, il Padre e le Scritture. Sono capace di andare oltre i pregi e i difetti dei testimoni umani, per vedere la verità? Riconosco nel mio presente storico l’agire discreto e tenace di Dio? Quanto tempo dedico a “rimanere” nel Padre pregando? La Parola che medito trasforma la mia vita e mi fa amare di più i fratelli come fece Gesù?
Oggi provo a rispondere a queste domande. l
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