In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Commento
Vieni Santo Spirito irriga la mia aridità spirituale e risveglia in me il desiderio di portare frutto
Ieri come oggi i fatti di cronaca tragici e le disgrazie improvvise muovono dentro di noi non solo dispiacere o preoccupazione per l'accaduto, ma anche una piccola scossa dal torpore delle nostre routine rassicuranti. Il pensiero che, per fortuna, non siano accadute a noi è umano. Questa Parola, però, ci ricorda che non serve trovare il motivo del perché accadono, ma ci invita a scegliere ogni giorno come coltivare la nostra vita. La sterilità del fico può essere interpretata come una lontananza profonda dall'Amore che riguarda soprattutto chi compie atti malvagi o egoistici, sembra che non riguardi noi che facciamo opere di bene con del volontariato o che aiutiamo in famiglia. Eppure anche in queste situazioni potremmo vivere come se Dio non esistesse. Il nuovo anno che Dio concede al fico chiede principalmente un nuovo modo di nutrire la quotidianità: quella linfa che fa fiorire e nascere frutti buoni e dolci è principalmente generata dalla nostra vicinanza a Lui. Santa Teresina ha magistralmente mostrato con la sua vita questa unità continua con il Signore nelle piccole cose, la sua testimonianza ci mostra un vivere non passivo, ma consapevole e intenso in ogni istante, trovando significato d'Amore in ogni gesto quotidiano e riscoprendo la Volontà di Dio dietro ogni accaduto. Riesco anche io a riconoscere nel mio vivere quotidiano i momenti di aridità da quelli di fertilità?
Oggi scelgo una delle mie attività quotidiane e la vivo in ogni suo istante non in modo autoreferenziale ma con il cuore aperto agli altri.
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