In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
Commento
Questo passaggio del Vangelo è particolare. Gesù parla in modo diverso dal solito. Non parla a un singolo, piuttosto sembra un oratore, attento a che gli altri lo ascoltino. Sono colpito da un lato dal fatto che la nostra fede cristiana non pone dei vincoli su cosa mangio o bevo. Di per sé mi lascia molto libero. Dall’altro però in questo passaggio Gesù mi ricorda che seguire Lui non implica tanto una serie di cose da non fare, ma una serie di cose da fare. Infatti, mi sta dicendo che ogni cosa che faccio ha delle conseguenze sugli altri, piccole o grandi, ma sempre le ha. Quando analizzo i miei errori, le mie mancanze, spesso ho la tentazione di attribuirle ad eventi esterni, non imputabili a me. Similmente mi capita di pensare che il mondo debba cambiare a prescindere da me e che io sia un semplice spettatore con il diritto di avere un mondo migliore, senza ingiustizie e guerre. Gesù mi sta, invece, dicendo che quello che faccio conta, ha valore. La bellezza di essere cristiano è in fondo proprio questa, che ogni cosa che faccio è per il bene o per il male del mondo. Quindi, devo pensare che Gesù si fida di me, mi ha affidato questa responsabilità nel mondo e desidera che io contribuisca a migliorarlo.
Oggi mi interesso di un amico che non sento da un po’ di tempo.
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