In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Commento
Il brano di oggi è un vangelo che mi spaventa, perché mi mette di fronte ad una realtà vera e terribile: tutto quello che esiste e nasce ha una sentenza di morte. Tutto è destinato alla fine, persino la luna che ha ispirato i poeti nei secoli, e le stelle che hanno guidato i navigatori lungo la storia. E se cose così grandi sono destinate alla fine, che cosa ne sarà dei nostri affetti, delle amicizie, dei progetti su cui abbiamo scommesso tutto? Gesù intuisce il nostro timore di essere travolti e dispersi nel grande fiume del tempo e ci dice “le mie parole non passeranno”. Potrà spegnersi il sole, ma Lui ci sarà, lì con noi. Parole provocatorie che mi invitano a scandagliare su cosa o chi riposa il mio cuore, che spesso corre corre corre nell’ansia di raggiungere un obiettivo o un successo: e poi?
Gesù mi invita a convertire e a far riposare il mio cuore non in un progetto, ma in una presenza reale e fedele, la Sua, capace di amarmi nelle gioie e nei dolori, fino ad oltre la morte.
Stasera mi prendo del tempo e mi domando come mi sono sentito benedetto da Dio nella giornata di oggi e lo scrivo su un foglio.
Come segno concreto, rinuncio a qualche ora del mio tempo per passarlo in preghiera e andare a trovare una persona che non sento da tempo.
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